SISMA 2016-Accumoli e Amatrice, accelerati i tempi di rimozione delle macerie del sisma

30/07/2019

Amatrice (RI) - Accumoli (RI)

La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti ha promosso e avviato con i comuni di Accumoli e Amatrice, interessati dal sisma del 2016, e l’Ufficio Speciale Ricostruzione della Regione Lazio l’elaborazione di linee guida per indirizzare la ricostruzione privata post sisma sotto il profilo della tutela e il rispetto dell’edilizia storica caratteristica dei siti.
Al fine di velocizzare le operazioni di rimozione delle macerie, dopo un’attenta analisi in base alle priorità dei Comuni di Accumoli e Amatrice, sono stati rielaborati i criteri di valutazione del tessuto edilizio storico coinvolto dal sisma, consentendo di procedere in maniera più spedita ed efficace alla rimozione delle macerie e alle necessarie demolizioni degli edifici pericolanti, modulando l’attenzione sugli elementi di pregio e, allo stesso tempo, garantendo, per quanto possibile, una rinascita dei Comuni di Accumoli e Amatrice in tempi rapidi.
Nulla può essere lasciato al caso.
L’intervento della Soprintendenza, attuato dai propri tecnici specializzati, consente di dedicare particolare attenzione alla conservazione della memoria del tracciato urbano preesistente, spazzato via quella terribile notte del 24 agosto 2016.
L’importanza dell’operato è quello di assicurare la permanenza di spiccati murari di almeno 40 cm di altezza, al fine di costituire i capisaldi per la successiva progettazione della ricomposizione del tessuto urbano, senza procedere con mere operazioni di demolizione a raso.
Tutto ciò per dare una rapida svolta alla situazione, consentendo finalmente di essere subito operativi su quasi tutti gli edifici interessati dai crolli, salvaguardando ovviamente gli elementi costruttivi di pregio, che dovranno assolutamente essere recuperati.
Il tutto è possibile anche grazie al fondamentale utilizzo di riprese fotografiche, rilievi geometrici e impiego di mezzi e tecnologie idonei a documentare traccia precisa dell’esistente.
È doveroso restituire alla cittadinanza l’identità dei Comuni e delle loro frazioni, preservando la cultura materiale di questi piccoli centri e senza negare l’accaduto: una ferita dolorosa sì, che farà per sempre parte della storia insita del luogo.